NUOTO

Il progetto  nasce dall’idea che la pratica del nuoto possa contribuire al benessere generale della persona disabile.

Un tuffo in piscina, una nuotata  sono normalmente sinonimi di piacevolezza e rilassamento,ma nel caso in cui a fruire di questa opportunità sia un disabile grave, questi momenti assumono una valenza particolare e, con l’aiuto di un insegnante di nuoto specializzato, si trasformeranno in un vera e propria situazione di benessere e terapia.

L’abbraccio rassicurante dell’acqua ha un effetto calmante, cancella eventuali stati di tensione e ansia tipici di certe patologie e svolge , attraverso esercizi mirati, un altrettanto importante azione terapeutica su muscoli, ossa e articolazioni .Sono ormai noti  gli effetti benefici  del nuoto, o dell’acquaticità in generale , su ragazzi autistici o con disturbi generalizzati dello sviluppo.

L’acqua:

  • facilita il mantenimento dell’attenzione condivisa e congiunta,
  • offre intense stimolazioni sensoriali;
  • facilita la gestione degli aspetti emotivi offrendo contenimento emotivo;
  • facilita la gestione dei disturbi comportamentali (aggressività, stereotipie);
  • aumenta il contatto oculare;
  • favorisce l’integrazione sociale;
  • stimola il desiderio di esplorazione;
  • promuove l’accrescimento dell’autostima, quando viene conquistata l’autonomia di movimento in acqua;
  • stimola le capacità di coordinamento motorio.

 

 

Obiettivi:

 

  • Favorire il benessere fisico: in acqua il soggetto disabile ha la possibilità di sperimentare posture e motricità spesso nuove rispetto a quelle che gli sono consentite abitualmente sul piano terreno; nella vasca egli può assumere la posizione eretta e provare a deambulare, è in grado di controllare con più facilità il capo e di muoversi con maggiore agio. In acqua alta, sostenuto da appositi ausili, può tentare l’immersione, controllare la respirazione, sperimentare lo sviluppo e la coordinazione oculo-manuale.
  • Aumentare l’autonomia: favorire il raggiungimento del più alto grado di autonomia nel prepararsi, nella gestione della propria persona, nelle scelte degli oggetti e del materiale con cui relazionarsi.
  • Favorire l’esperienza cognitiva: in acqua l’apprendimento avviene attraverso la pratica e il gioco ed il ragazzo con disabilità si sente protagonista del proprio agire, è in grado di strutturare una positiva immagine di sé, vive momenti di successo che gli permettono di alimentare la fiducia in se stesso, pur nei limiti della propria patologia. Le ampie possibilità di movimento offerte dall’ambiente acquatico favoriscono, soprattutto nel bambino, lo sviluppo psicomotorio, cognitivo e sensoriale in quanto inducono nel soggetto una maggiore partecipazione attiva e spontanea che lo predispone a innumerevoli apprendimenti. Il miglioramento del livello di autonomia del bambino e dell’adulto passa sia attraverso le attività in acqua sia nello spogliatoio, queste esperienze favoriscono il potenziamento dell’organizzazione mentale e delle acquisizioni di tipo cognitivo.